LA COMUNICAZIONE PREVENTIVA DI DISTACCO TRANSNAZIONALE

Le società straniere che distaccano i lavoratori presso imprese con sede in Italia anche appartenenti allo stesso gruppo e nell'ambito di una prestazione di servizi dovranno, dal 26 dicembre 2016, inviare al Ministero del lavoro una nuova comunicazione preventiva entro le 24 ore del giorno precedente l'inizio del primo periodo di distacco o trasferta. Tale obbligo comunicativo nasce dall'attuazione della
Direttiva Europea 2014/67/EU che è stata recepita dall'Italia con il Decreto Legislativo n. 136 del 17 luglio 2016.
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I LAVORI DELLA COMMISSIONE ALPA E LE PROPOSTE IN TEMA DI ARBITRATO NELLE CONTROVERSIE DI LAVORO

Nei giorni scorsi e precisamente il 18 gennaio, in conformità al d.m. 7 marzo 2016 con il quale è stata costituita presso l'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia una "Commissione di studio per l'elaborazione di ipotesi di organica disciplina e riforma degli strumenti di degiurisdizionalizzazione con particolare riguardo alla mediazione, alla negoziazione assistita e all'arbitrato", la stessa Commissione ha consegnato la relazione conclusiva dei lavori.
In particolare, ciò che qui preme sottolineare è l'attenzione che i lavori della Commissione hanno riservato al tema dell'Arbitrato in materia di Lavoro.
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SOCIO LAVORATORE DI COOPERATIVA: SI AL TFR SE EMERGE LA VOLONTA’ DELLA COOPERATIVA DI RICONSCERLO

Spetta al socio lavoratore di cooperativa il TFR?
La Cassazione, con la sentenza n. 862 del 16.1.2017, ha ribadito che al socio lavoratore di cooperativa spetta il trattamento di fine rapporto se emerge l'intenzione della cooperativa di riconoscergli tale diritto.
La controversia origina da due sentenze, una del Tribunale di Vasto e una della Corte di appello de l'Aquila con cui era stata rigettata la richiesta di un socio lavoratore di cooperativa di vedersi pagato dalla cooperativa datrice di lavoro il TFR maturato negli anni 1992.2006 in cui aveva lavorato presso la cooperativa.
Secondo i giudici abruzzesi, infatti, la l. 196/1997 avrebbe esteso ai soci lavoratori di cooperativa la garanzia del fondo di garanzia istituito presso l'Inps ma tale estensione non implicherebbe il diritto dei soci lavoratori di cooperative al TFR il quale spetterebbe solo se previsto in via negoziale.
Ad ulteriore sostegno della propria tesi, i giudici abruzzesi ritengono che la l. 142/2001, che all'art. 3 riconosce il diritto del socio lavoratore di cooperativa ad un trattamento economico complessivo proporzionato alla qualità e quantità del lavoro svolto e comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe dal CCNL di settore, non riconosce il TFR come un diritto del socio lavoratore.
La Cassazione, pur considerando giusto l'iter seguito dai giudici di merito, afferma che in queste fattispecie occorre verificare se la cooperativa abbia manifestato, anche per fatti concludenti, l'intenzione di riconoscere al lavoratore il diritto al TFR ed abbia, dunque, generato nel socio l'affidamento circa la volontà datoriale di corrispondere questo emolumento.
Se dal processo emerge tale comportamento datoriale, il diritto al TFR va riconosciuto.

 
 

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