• mano
  • mario
  • scacchiera
Stampa

Conciliazione vita-lavoro: istruzioni per lo sgravio contributivo

on .

Con la Circolare n. 163/2017, l´INPS ha reso note le modalità applicative per fruire dello sgravio contributivo previsto dal decreto interministeriale del 12 settembre 2017.
Si tratta di un beneficio stabilito a favore dei datori di lavoro che stipulino contratti collettivi aziendali, contenenti misure volte a favorire la conciliazione tra la vita lavorativa e le esigenze private dei lavoratori.
Lo sgravio spetta per gli accordi sottoscritti e depositati dal 1° gennaio 2017 al 31 agosto 2018.
Gli istituti di conciliazione devono interessare almeno due aree di intervento fra quelle individuate dal decreto ed una di queste deve rientrare o nell´ambito della tutela alla genitorialità o nell´area di flessibilità organizzativa (es. banca ore; lavoro agile; part time).
La misura del beneficio non è predeterminata, ma sarà modulata in funzione del numero dei datori complessivamente ammessi e alla loro dimensione aziendale.
In ogni caso non potrà superare il 5% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dell´anno precedente la domanda, dichiarata dal datore di lavoro con riguardo ai lavoratori dipendenti.
Ciascun datore di lavoro potrà usufruirne una volta sola nel corso del biennio 2017-2018, indipendentemente dal numero di posizioni aperte presso l´INPS.
Per le risorse dell´anno 2017, ossia per i contratti depositati tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2017, le relative istanze potranno essere presentate sino al 15 novembre.
© riproduzione riservata dello Studio GF LEGAL STP
Stampa

Accordo di prossimità, ex art. 8 d.l. 138/2011: legittima la deroga all’orario di lavoro e la rende opponibile a tutti i lavoratori

on .


Il datore di lavoro e le parti sociali, di concerto e in applicazione di quanto previsto dall'art. 8 D.L. 138/2011, convertito in L. 148/2011, ossia dei requisiti soggettivi, oggettivi e finalistici ivi disciplinati, possono derogare alla normativa in materia di orario di lavoro.
Tale deroga, se attuata nel rispetto della normativa, sarà pienamente legittima, ed opponibile nei confronti di tutti il lavoratori operanti in azienda, anche se non iscritti al Sindacato firmatario o espressamente dissenzienti.
È quanto affermato dal Tribunale di Grosseto in relazione ad un accordo modificativo dell'orario di lavoro, sottoscritto dalla cooperativa convenuta e dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, al fine di evitare un licenziamento collettivo e, dunque, per superare una crisi aziendale e tutelare l'occupazione.
Lo stesso accordo, poi ratificato dall'assemblea dei lavoratori, è risultato, dunque, idoneo a determinare la modifica dell'orario di lavoro a tempo parziale applicato alla ricorrente.
© riproduzione riservata dello Studio GF LEGAL STP
Stampa

CHI CONVOCA L’ASSEMBLEA?

on .

Per dirimere il contrasto giurisprudenziale relativo al riconoscimento del diritto di convocare l'assemblea sindacale di cui all'art. 20 delle legge n. 300 del 1970, è stato richiesto l'intervento del Primo Presidente ai fini dell'assegnazione della questione alle Sezioni Unite della Cassazione.
Prima di ricostruire i passaggi che hanno condotto alla pronuncia delle Sezioni Unite, è utile ricordare le caratteristiche che distinguono le RSA dalle RSU.
Mentre le prime, possono essere costituite su iniziativa dei lavoratori nell'ambito di qualsiasi associazione sindacale che abbia firmato un contratto collettivo applicato nell'unità produttiva, di livello nazionale, provinciale o aziendale, o che abbia attivamente partecipato alle trattative per il contratto collettivo; le seconde, costituiscono un'unica rappresentanza per tutti i sindacati in azienda e sono costituite su iniziativa delle associazioni sindacali aderenti alle confederazioni firmatarie degli accordi interconfederali.
A valle di questa differenza, nel tempo sono sorti alcuni problemi applicativi riguardo all'individuazione dei soggetti legittimati ad esercitare il diritto di convocare assemblee retribuite ex art. 20 dello Statuto dei Lavoratori: la questione è, appunto, quella di capire se tale diritto possa essere esercitato direttamente dal singolo componente della RSU ovvero in maniera collegiale.
In altre parole, tale diritto spetta alle RSU come organo o anche ai singoli membri di tale organo?
Sulla questione, infatti, l'orientamento della Corte di Cassazione non è stato unanime e ripercorrendo in modo schematico le tappe che hanno portato alla sentenza oggetto del presente commento emerge come:
- Nel 2002 la Cassazione con la sentenza n. 2855/2002 ha negato che il singolo componente potesse autonomamente esercitare tale potere, vista la natura di organo collegiale della RSU, chiamata a deliberare a maggioranza e in piena autonomia;
- Nel 2005, la Cassazione con la sentenza n. 1895/2005, ha affermato come l'autonomia contrattuale collettiva può assegnare ad organismi di rappresentanza, diversi dalle RSA, prerogative sindacali quali il diritto di indire l'assemblea, salvo ciò non lo collochi quale interlocutore privilegiato col datore di lavoro;
- Nel 2009, la Cassazione con la sentenza n. 2109/2009, ha affermato come l'Accordo interconfederale prevede il subentro dei singoli componenti delle RSU nei diritti riconosciuti dallo Statuto dei Lavoratori ai dirigenti delle RSA come singole persone, non alle RSA nella loro collegialità;
- Nel 2014 la Cassazione con la sentenza n. 15437/2014 (confermata anche da Cass. n. 17458/2014) ha attribuito anche a ciascun componente delle RSU il diritto di indire assemblee sindacali, purché questi sia stato eletto nelle liste di un sindacato dotato, di fatto, di rappresentatività ex art. 19 Statuto Lavoratori.
GF LEGAL STP | Sede Legale: Via Boncompagni, 93 - 00187 Roma (RM) - Italy | p.iva 10723741004
Copyright ® 2013-2017 - tutti i diritti riservati | Contatti | Privacy Policy | Powered by ::: ITechSolution.it :::