
La partecipazione dei lavoratori nelle imprese:la nuova legge che attua l’articolo 46 della costituzione
Con la Legge n. 76 del 15 maggio 2025, l’Italia attua l’articolo 46 della Costituzione, introducendo un sistema strutturato di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Dopo oltre settant’anni, il principio costituzionale si traduce in un modello concreto di coinvolgimento attivo, sebbene con un impianto che rimane di carattere facoltativo e for- temente rimesso alla contrattazione collettiva e alle scelte statutarie delle imprese.
Le quattro forme di partecipazione previste dalla legge
La normativa articola il coinvolgimento dei lavoratori in quattro modalità distinte, ciascuna con caratteristiche e finalità specifiche.
- La partecipazione gestionale con- sente ai lavoratori di entrare negli organi di controllo e amministrazione delle società. Le modalità di designazione sono definite attraverso la contratta- zione collettiva e l’adozione di specifiche previsioni statutarie, non essendo
prevista alcuna obbligatorietà generalizzata.
2. La partecipazione economica e finanziaria prevede il coinvolgimento diretto nei risultati dell’impresa, mediante distribuzione di utili e piani di azionariato. Per il 2025, la quota mini- ma di utili da distribuire è pari al 10%
per accedere ai benefici fiscali: il limite di imponibilità agevolata sale a 5.000 euro lordi, con aliquota sostitutiva del 5% fino al 2027. I dividendi da azioni assegnate ai lavoratori godono di esenzione fiscale al 50% fino a 1.500 euro annui. Si tratta tuttavia di misure agevolative di natura temporanea, la cui conferma oltre il 2027 dipenderà da successivi interventi legislativi.
3. La partecipazione organizzativa coinvolge i lavoratori nelle decisioni operative: formazione, welfare aziendale, politiche retributive, qualità dell’ambiente lavorativo e conciliazione vita-lavoro. Possono essere istituite commissioni paritetiche e figure dedicate. 4. La partecipazione consultiva garantisce ai rappresentanti il diritto di esprimere pareri su decisioni aziendali rilevanti, attraverso procedure di consultazione preventiva. In caso di controversie, interviene la Commissione nazionale permanente.
Formazione obbligatoria e governance istituzionale
La legge riconosce che la partecipazione efficace richiede competenze specifiche. Per questo motivo, sono previsti percorsi formativi per i rappresentanti dei lavoratori, la cui durata è rimessa alla regolamentazione collettiva.
A livello istituzionale, viene istituita presso il CNEL una Commissione nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori, composta da rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali e datoriali. La Commissione ha il compito di fornire pareri interpretativi sulla normativa, raccogliere e diffonde- re le buone prassi, e proporre misure per incentivare ulteriormente la partecipazione.
Gli incentivi fiscali
La normativa introduce significativi vantaggi fiscali per favorire la partecipa zione economica. Oltre all’aumento del limite degli utili detassati e all’aliquota agevolata al 5%, è prevista l’esenzione parziale sui dividendi. Questi incentivi mirano a rendere conveniente per le imprese la condivisione dei risultati economici, con ricadute positive sulla produttività e sulla retention dei talenti.
Gli adempimenti organizzativi e le conseguenze operative
L’attuazione della legge richiede alle imprese una revisione profonda dei propri modelli organizzativi e di governance. Sarà necessario modificare gli statuti societari per prevedere la presenza di rappresentanti dei lavoratori negli organi sociali, secondo le modalità definite dalla contrattazione collettiva, predisporre sistemi di rendicontazione e distribuzione degli utili coerenti con i requisiti fiscali agevolati, istituire commissioni paritetiche e figure aziendali dedicate ai processi partecipativi, formalizzare le procedure di consulta- zione preventiva su decisioni rilevanti e garantire percorsi formativi adeguati per i rappresentanti dei lavoratori.
Le imprese dovranno inoltre coordinare questi adempimenti con gli obblighi già previsti in materia di relazioni industriali, certificazione di parità di genere e altri standard di responsabilità sociale.
Strategie di implementazione
L’approccio deve essere graduale e strutturato: analisi preliminare del modello di governance esistente, negozia- zione con le rappresentanze sindacali per definire modalità operative e criteri di distribuzione degli utili, implementazione operativa con adeguamento degli statuti e avvio dei percorsi formativi.
Conclusioni e prospettive
La Legge n. 76/2025 segna una importante svolta nel diritto del lavoro italiano, realizzando un principio costituzionale rimasto inattuato per oltre sette decenni. La partecipazione dei lavoratori diventa un sistema concreto di governance aziendale, sostenuto da incentivi fiscali e da un quadro normativo strutturato, sebbene la sua effettiva portata applicativa dipenda in larga misura dalla contrattazione collettiva e dalle scelte delle singole imprese.
Per le imprese italiane, questa riforma rappresenta un’opportunità per rafforzare il dialogo sociale, migliorare il clima aziendale e accrescere la competitività attraverso un maggiore coinvolgimento dei dipendenti. La partecipazione diventa così strumento di democrazia economica e leva di sviluppo sostenibile, in linea con i migliori standard europei e con i principi fondamentali della Costituzione.
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23/05/2024 @RIPRODUZIONE RISERVATA – La partecipazione dei lavoratori nelle imprese:la nuova legge che attua l’articolo 46 della costituzione – GF LEGAL

