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HomeRassegna stampaGli enologi e gli enotecnici nel contesto internazionale
Logo l enologo 2023 rosso
Luglio 2, 2025
Rassegna stampa

Gli enologi e gli enotecnici nel contesto internazionale

Il panorama internazionale

Il vino, per sua natura, non conosce barriere: attraversa mari, valica montagne, si fa ambasciatore di territori e culture. Eppure, per i professionisti del vino, come enologi ed enotecnici, spesso, i confini esistono eccome, quando si tratta di esercitare la professione oltre il proprio Paese. Il viaggio verso il riconoscimento professionale può trasformarsi in un vero e proprio percorso a ostacoli tra norme, burocrazia e requisiti formativi.

In questo senso, è importante per i professionisti che si rapportano con un mercato sempre più globalizzato conoscere non solo le norme e le regole del proprio Paese, ma ampliare l’orizzonte il più possibile, soprattutto, in una prospettiva europeistica.

Il quadro normativo europeo: tra armonizzazione e asimmetrie

La mobilità professionale, all’interno dell’Unione Europea, per enologi ed enotecnici, trova il suo fondamento, come per altre figure professionali, nella Direttiva n. 36/2005, aggiornata dalla Direttiva n. 55/2013, che disciplina il sistema di riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra Stati Membri.

Successivamente, la Direttiva (UE) n. 958/2018, ha imposto agli Stati Membri di effettuare un test di proporzionalità prima di adottare nuove regolamentazioni e/o modificare quelle esistenti che limitino l’accesso o l’esercizio delle professioni.

La realtà concreta, però, è più sfaccettata: la professione dell’enologo, infatti, è considerata come regolamentata, ai sensi della normativa europea, solamente in alcuni Paesi. In Spagna, ad esempio, la professione di enologo viene considerata regolamentata. In Italia, invece, pur essendovi una normativa espressa che disciplina la professione di enologo, non è ancora stata pienamente implementata la regolamentazione ai sensi della Direttiva.

Questa disciplina, in alcuni casi, determina scenari paradossali: l’enologo spagnolo potrebbe, apparentemente, lavorare in Italia con minori formalismi.

Invece, l’enologo italiano che aspira a lavorare stabilmente in Spagna deve affrontare un iter di riconoscimento maggiormente complesso.

Ad ogni modo, la speranza è che, anche attraverso il supporto delle Istituzioni, sia possibile ottenere un allineamento delle professioni di enologo ed enotecnico anche a livello europeo.

In questo contesto, di assoluto rilievo è la distinzione tra prestazione temporanea di servizi e lo stabilimento permanente che, almeno in parte, consente minori vincoli. Infatti, nel primo caso, il professionista può esercitare la propria attività in un altro Stato Membro mantenendo la base operativa nel proprio Paese, con procedure semplificate.

Per lo stabilimento permanente, invece, il percorso è più articolato: occorrono verifiche approfondite, possibili integrazioni formative e, talvolta, prove attitudinali.

Stati UE ed Extra UE

Analizzando i differenti percorsi formativi e/o normativi vigenti, negli Stati UE ed Extra UE, ci si accorge di come il panorama sia piuttosto variegato e complesso. In Francia, ad esempio, il diploma di enologo si ottiene dopo due tirocini obbligatori, uno breve e uno di quattro mesi presso aziende vitivinicole, oltre a un percorso accademico ben definito. In Spagna, la figura dell’enologo è descritta dettagliatamente da una normativa che distingue anche tra tecnici specialisti e tecnici di produzione, assimilabili maggiormente alla figura dell’enotecnico italiano, rimandando a specifici allegati per le diverse competenze.

Quando si esce dai confini dell’Unione Europea, il quadro si fa ancora più complesso. Paesi come Stati Uniti, Australia, Cile e Argentina hanno sistemi di riconoscimento autonomi, spesso basati su accordi bilaterali o su valutazioni individuali delle competenze. In questi casi, la capacità di adattarsi, la reputazione internazionale e l’esperienza pratica assumono un ruolo centrale.

A livello internazionale il ruolo di riferimento, indubbiamente, viene svolto dall’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino), che, a partire dal 1976, ha individuato una definizione internazionale di Enologo e che, più in generale, si occupa di facilitare il processo di armonizzazione e standardizzazione delle pratiche nel settore vitivinicolo.

Il ruolo internazionale di Assoenologi

In questo scenario articolato, Assoenologi si conferma un vero punto di riferimento per volgere lo sguardo oltre i confini nazionali.

L’associazione offre percorsi formativi, aggiornamenti normativi tempestivi ed una rete di contatti con le principali organizzazioni europee ed internazionali.

Infatti, attraverso il continuo contatto con l’OIV e con le associazioni di categoria europee, Assoenologi facilita le istanze di enologi ed enotecnici italiani, a livello europeo ed internazionale.

Ciò anche grazie ad una mappatura costante delle opportunità e ad un dialogo continuo con le istituzioni nazionali, europee ed internazionali, per aiutare i professionisti del settore vitivinicolo ad orientarsi e a valorizzare le proprie competenze in tutti i contesti: partendo da un livello più localizzato, sino a raggiungere e superare i confini nazionali ed europei.

Conclusioni

Nel settore vitivinicolo, la mobilità internazionale, per enologi ed enotecnici, si delinea all’insegna dell’armonizzazione normativa, dell’innovazione e della sostenibilità, in contesti sempre più globalizzati.

La chiave di volta, in questo senso, potrebbe risiedere nella collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori del settore, per costruire un sistema che valorizzi le specificità e favorisca l’integrazione delle eccellenze.

Infatti, un pieno riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, a livello europeo ed internazionale, ad oggi, ancora in fase di sviluppo, potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale, per consentire a manager, consulenti e tecnici del settore vitivinicolo, tra cui, in primis, enologi ed enotecnici, di sfruttare e sviluppare appieno la propria professionalità, senza barriere, in un contesto sempre più dinamico e globalizzato.

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23/05/2024 @RIPRODUZIONE RISERVATA – Gli enologi e gli enotecnici nel contesto internazionale – GF LEGAL

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