Salario minimo in Italia

Il salario minimo IN ITALIA, la normativa ue, costi e beneficiari

L’espressione “salario minimo legale” indica la soglia numerica stabilita per legge al di sotto della quale non è consentito fissare la retribuzione del lavoratore.
Nonostante il salario minimo legale sia previsto in 21 Paesi dell’Unione Europea su 27, tra questi non figura l’Italia dove, in realtà, il dibattito sulla sua introduzione è ancora aperto.


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Nuovi incentivi per le famiglie: Family Act

Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia - FAMILY ACT

Il 12 maggio 2022 è entrato in vigore il c.d. “Family Act”, la Legge 7 aprile 2022 n. 32, recante le “Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”.

Il Family Act si inserisce in un contesto di riforma delle politiche familiari, delle pari opportunità per le donne e per gli uomini, dei congedi parentali e delle nuove prospettive economiche e finanziarie per i giovani, costituendo, in tal modo, uno degli interventi normativi più importanti del 2022.
Difatti, la riforma è volta ad offrire un valido e concreto sostegno sia per i lavoratori, i quali, attraverso tali misure potranno ambire ad una migliore conciliazione tra la vita professionale e la vita privata, sia per i datori di lavoro che potranno ricevere incentivi in caso di applicazione delle modalità di lavoro flessibili nei confronti dei loro dipendenti.

In questo articolo si riportano le misure adottate in ambito lavoristico e nel mondo imprenditoriale.

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Smart Working in Italia: utilizzo e prospettive future dal 1 settembre 2022

LO STATO DI ATTUAZIONE DELLO SMART WORKING IN ITALIA

La legge che regolamenta lo smart working in Italia è entrata in vigore il 14 luglio 2017 introducendo una nuova modalità di svolgimento dell’attività lavorativa fondata sulla flessibilità e l’autonomia degli spazi in cui lavorare, spesso legata al raggiungimento dei risultati fissati dal datore di lavoro.

Nonostante l’iniziale limitato utilizzo di tale strumento, esso si è rivelato essenziale per contrastare la diffusione della pandemia da Covid-19: quasi la totalità delle aziende italiane hanno adottato lo smart working per poter continuare a lavorare in sicurezza.

Durante il periodo emergenziale, infatti, sono stati emanati numerosi provvedimenti che hanno individuato in questa modalità una possibile soluzione per contrastare la diffusione del contagio. In particolare è stata prevista una forma di accesso allo smart working c.d. “semplificata”.

Tale procedura semplificata, con la proroga del 21 settembre 2022 ad opera della conversione del c.d. Decreto Aiuti bis, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2022, data a decorrere dalla quale, salvo ulteriori interventi, occorrerà necessariamente applicare la disciplina ordinaria e provvedere alla stipula di un contratto scritto.

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