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HomeRassegna stampaL’utilizzo dell’IA nel settore enologico: opportunità, criticità e normativa di riferimento.
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Agosto 1, 2024
Rassegna stampa

L’utilizzo dell’IA nel settore enologico: opportunità, criticità e normativa di riferimento.

L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando numerosi settori produttivi e quello enologico e vitivinicolo non fa, di certo, eccezione.

La sua applicazione in questo settore peculiare rappresenta una grande opportunità per le aziende e, per tale motivo, conoscerne i rischi e le limitazioni, anche legali, è fondamentale per un suo corretto utilizzo.

 

Vantaggi dell’IA nel Settore Enologico e Vitivinicolo

L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel settore enologico porterà significativi cambiamenti, migliorando numerosi aspetti della produzione e commercializzazione dei prodotti, determinando, allo stesso tempo, una netta riduzione dei costi di produzione.

Ad oggi, immaginare un futuro non caratterizzato dall’utilizzo di strumenti dotati di intelligenza artificiale non è certamente possibile.

Pertanto, per stare al passo con i tempi ed essere competitivi sul mercato, i produttori devono necessariamente interfacciarsi con questa nuova realtà che, di fatto, sta stravolgendo questo come molti altri settori, sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, sia per quanto riguarda il prodotto finale.

Basti pensare alle recenti tecnologie che si stanno diffondendo, a partire dalle analisi del terreno effettuate con droni e macchinari robotici, automatizzati ed operativamente autonomi, nonché modelli previsionali capaci di fornire indicazioni dettagliate in merito alle sempre più frequenti avversità climatiche; fino ad arrivare a veri e propri “nasi” e “palati” artificiali, capaci di effettuare analisi dettagliate del prodotto finale e individuare eventuali correttivi necessari.

L’elaborazione dei dati che possono così essere raccolti ed il raffronto con analoghe risultanze di altre indagini simili, contribuiscono a raffrontare molti più dati ed elementi cognitivi che possono giovare anche alla attività di ogni azienda, anche la più piccola.

Ma non è tutto, tra i numerosi vantaggi delle nuove tecnologie con riferimento alla produzione vitivinicola, merita, senz’altro, menzione l’utilizzo di blockchains e sistemi di IA, quali strumenti di contrasto alla contraffazione dei vini, soprattutto italiani.

Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie solleva anche problematiche legali che richiedono molta attenzione.

Questo nostro contributo espliciterà i vantaggi e gli svantaggi dell’IA nel settore enologico, concentrandosi sulle implicazioni giuridiche e regolatorie.

In pratica, le opportunità dell’Intelligenza Artificiale nel settore vitivinicolo sono molteplici, allo stesso tempo, però, anche i rischi derivante da un suo (scorretto) utilizzo non sono trascurabili.

 

Rischi e Sfide Giuridiche

L’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale e di robotica “intelligente” non rappresenta esclusivamente un vantaggio.

Gli aspetti e le criticità da tenere in considerazione nel loro utilizzo, quali, ad esempio, le implicazioni giuridiche e legali che ne derivano, sono molteplici e non sempre di facile soluzione.

In primo luogo, così come “l’intelligenza naturale” può commettere errori, allo stesso modo può accadere per quella artificiale.

Tuttavia, le conseguenze che ne derivano non sono le medesime. Si pensi ad un incidente causato da un errore di un macchinario dotato di intelligenza artificiale, determinato, ad esempio da una imprecisa rilevazione o elaborazione di un dato.

Occorre, anzitutto, stabilire su chi ricada la responsabilità dei danni procurati: sull’utilizzatore o sul produttore? È evidente che la responsabilità non possa ricadere sullo stesso strumento digitale.

Oltre alle potenziali conseguenze di carattere economico derivanti da possibili malfunzionamenti o imprecisioni, quali, ad esempio, perdite di fatturato o danneggiamento delle vigne, rilevano anche le ipotetiche lesioni dei diritti delle persone.

Si pensi ai profili legati al tema della privacy e della sicurezza o, ancora, a possibili lesioni fisiche causate da un sistema robotico.

Ecco, dunque, che la regolamentazione dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, a livello globale, diventa essenziale.

A livello europeo, dopo la prima approvazione da parte del Parlamento Europeo a marzo, il 21 maggio 2024, il Consiglio Europeo ha formalmente approvato il c.d. AI Act: la prima legge che disciplina l’utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale e la loro immissione sul mercato dell’Unione Europea.

 

L’AI Act e il DDL sull’Intelligenza Artificiale

Ricevuta l’approvazione finale da parte del Consiglio Europeo, le previsioni contenuto nell’AI Act troveranno applicazione 24 mesi dopo la sua entrata in vigore.

Ricordiamo che, trattandosi di un regolamento, lo stesso sarà direttamente applicabile agli Stati membri dell’Unione Europea, senza che sia necessaria una norma di recepimento interno – sebbene in Italia ci sia già un Disegno di Legge che, sostanzialmente, ripercorre i medesimi principi del regolamento europeo in esame.

L’approccio adottato dall’Unione Europea è basato sul “rischio”.

Infatti, l’AI Act – oltre a prevedere stringenti obblighi di trasparenza e di rispetto delle norme UE sul diritto d’autore e, per i modelli di Intelligenza Artificiale più “potenti” che possano comportare maggiori rischi sistematici, anche obblighi di valutazione, controllo e dichiarazione di potenziali rischi – ha introdotto una classificazione degli strumenti digitali in esame basata sul rischio, e quindi sulla potenziale pericolosità degli stessi.

In particolare, il regolamento, nella sua versione definitiva, prevede la seguente classificazione degli strumenti di IA in base al rischio:

  • Pratiche di intelligenza artificiale vietate: quali i sistemi che manipolano il comportamento umano o determinano gravi violazioni della privacy.
  • Sistemi ad alto rischio: utilizzati nei settori del trasporto, della giustizia, della sanità e della sicurezza pubblica.
  • Sistemi a rischio limitato: per i quali è necessario che gli utilizzatori siano adeguatamente informati, quali chatbot, come il noto ChatGPT.
  • Sistemi a rischio sistematico, minimo e trascurabile: si tratta di strumenti utilizzati per compiere operazioni “di routine”, quali l’utilizzo di filtri sulle fotografie.

In linea generale, dunque, l’Unione Europea ha dettato un quadro normativo utile al fine di mitigare i rischi derivanti dell’utilizzo dell’IA, focalizzandosi sulle tematiche relative alla sicurezza (prevendendo, ad esempio, l’obbligo, in capo ai soggetti che sviluppano o utilizzano sistemi a rischio di effettuare la relativa valutazione), alla trasparenza (in particolare per i sistemi a rischio elevato), alla “non discriminazione” e alla “responsabilità”, prevedendo, in questo senso, che l’attribuzione della stessa sia soggetta ad una valutazione caso per caso, sulla base della natura del danno, del grado di autonomia del sistema e del ruolo dell’umano nel processo decisionale che ha causato il danno.

 

Conclusioni:

In conclusione, il regolamento sull’Intelligenza Artificiale vede quali destinatari delle sue previsioni, non solo i produttori o i fornitori di tali strumenti digitali, ma anche i distributori, le aziende utilizzatrici e gli utenti finali che utilizzano tali strumenti.

Pertanto, al fine di assicurarsi di essere “compliant” nell’utilizzo di tali tecnologie, alle aziende che implementano il loro utilizzo all’interno della propria produzione, è consigliabile farsi supportare da professionisti del settore, così da assicurarsi di agire in conformità con il dettato normativo, evitando le possibili ingenti sanzioni previste dall’AI Act, le quali possono arrivare sino a 30 milioni di euro, ovvero al 6% del fatturato dell’azienda.

Mario Fusani

Estratto dall’articolo pubblicato su L’ENOLOGO ON LINE – la rivista ufficiale di Assoenologi

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25/03/2024 @RISERVATO GF LEGAL – L’utilizzo dell’IA nel settore enologico: opportunità, criticità e normativa di riferimento. – GF Legal – pubblicato su L’Enologo (l’ENOLOGOnline) la rivista ufficiale di Assoenologi
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